Vita Nova – Dante Alighieri

9 dicembre 2015 Appunti, Letteratura italiana

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La Vita Nova di Dante Alighieri è un libro di poesie sui generis, essendo esso composto sia da poesia lirica che da parti in prosa, ecco perché lo chiameremo prosimetro. Qui ci troviamo tre forme metriche: sonetti, canzoni e ballate.

Si noti che il titolo è in latino, per questa particolarità abbiamo due interpretazioni complementari:
– vita giovanile, poiché riguarda la giovinezza di Dante
– vita straordinaria, intesa come rinnovata dall’amore per Beatrice.

Rispetto alle autobiografie classiche, Vita Nova è povera di dati oggettivi e cronologici, e troviamo dei personaggi persi nell’anonimato. È una sorta di autobiografia a carattere psicologico.

Vita Nova raccoglie una parte delle poesie giovanili di Dante Alighieri composte prima del 1290 (morte di Beatrice), e parte dopo. L’incipit, che è in prosa, presenta il libello come un’autobiografia che inizia dalla puerizia (9 anni), e ci fa capire che la memoria di Dante è qui rappresentata tramite una metafora: il poeta diviene il copista del libro della sua stessa memoria.

In Vita Nova, che Dante copia trascrivendolo dai suoi ricordi, non troviamo molti nomi, solo quello di Beatrice e qualche altro, tra cui il suo caro amico Cavalcanti. Si noti come qui Dante non parla mai di altri autori, solo di quest’ultimo e di Guinizelli, per i quali il poeta nutriva un’ammirazione sconfinata; infatti, egli considera Guinizelli come il padre della poesia moderna, superato da Cavalcanti solo da un registro linguistico più attuale (per l’epoca).

Vita Nova è intessuta soprattutto di sogni e visioni, infatti alla fine troviamo la visione di Monna Bice (Beatrice).