Umberto Eco: riflessioni sulla traduzione

4 marzo 2016 Semiotica, Traduzione

appunti

Eco discute il concetto di “fedeltà”1 della traduzione.  Secondo l’Autore, la fedeltà consiste nel ritrovare l’intenzione del testo, quello che il testo dice o suggerisce in rapporto alla lingua cui è espresso e al contesto culturale in cui è nato. La traduzione fedele non è necessariamente brutta, come sostiene la lunga tradizione delle belles infidèles, che contrappone la traduzione bella e infedele a quella brutta e fedele. Anzi, sostiene Eco, al contatto con la lingua in cui viene tradotto, si può scoprire che il testo contiene delle nuove possibilità e potenzialità che lo possono persino migliorare.

L’ipotesi della lingua perfetta come La Lingua che raccoglie la totalità delle intenzioni di tutte le lingue garantendo così una loro reciprocità, e infine la traduzione poetica, sono ancora argomenti che vengono discussi da Eco per chiarire il modo in cui intende il concetto di fedeltà. Per quanto riguarda la lingua perfetta, non ne esiste una che garantisca né la traducibilità di un testo da una lingua in un’altra, né la sua fedeltà al testo originale: la traduzione è il risultato di una scommessa.

Eco discute la particolare relazione che esiste in poesia tra espressione e contenuto, ma invece di insistere sulla prevalenza del piano dell’espressione rispetto al piano del contenuto, egli dimostra che spesso il contenuto è irrilevante. Eco dimostra che nella traduzione di una poesia, come in quella di altri tipi di testo, si ha a che fare con fedeltà a diversi livelli, ovvero “diverse fedeltà”: linguistica, culturale, o fedeltà a un universo di discorso, a uno stile, etc.

Si potrebbe dire, secondo Eco, che il compito del traduttore è quello di scegliere il tipo di fedeltà più pertinente. Il paradosso è che non c’è una regola per stabilire come e perché una traduzione sia fedele, ma nel giudicare di una traduzione “bisogna mantenere una meta-regola per cui una traduzione deve essere fedele. I criteri di fedeltà possono mutare, ma debbono essere contrattati all’interno di una certa cultura e debbono mantenersi coerenti nell’ambito del testo tradotto2.

1 Eco U., Semiotica della fedeltà, in Nergaard S., Teorie contemporanee della traduzione, Strumenti Bompiani, 2002, p. 122.

2 Eco U., Semiotica della fedeltà, in Nergaard S., Teorie contemporanee della traduzione, Strumenti Bompiani, 2002, p. 139.