Roman Jakobson: aspetti linguistici della traduzione

4 marzo 2016 Semiotica, Traduzione

appunti

Roman Jakobson tratta la traduzione come un problema di interpretazione, dimostrando che interpretare un elemento semiotico significa tradurlo in un altro elemento, e che da tale traduzione l’elemento da interpretare risulta sempre creativamente arricchito, questa creatività continua essendo il risultato della semiosi illimitata di Pierce1.

La traduzione, scrive Jakobson2, comprende tre tipi di interpretazione di un segno linguistico:

  • Traduzione intralinguistica: essa ha luogo ogni volta in cui un essere umano riceve un messaggio verbale da qualsiasi altro essere umano, ossia quando il sistema linguistico è condiviso da chi parla e chi riceve, ma dev’essere riformulato per essere interpretato.

  • Traduzione interlinguistica: quando opera su testi appartenenti a due sistemi linguistici diversi.

  • Traduzione intersemiotica: quando avviene una trasformazione tra due o più sistemi semiotici.

Questa tripartizione è diventata un punto di riferimento forte e significativo per le teorizzazioni successive, in quanto integra trasposizioni non solo monosistemiche, cioè solo interlinguistiche.

Se il modello jakobsoniano è ancora valido, e anzi per molti versi deve ancora essere messo in pratica (pensiamo alla traduzione intersemiotica), per altri versi può considerarsi superato, poiché è legato a una visione troppo linguistica.

1 Ciò che interessava Peirce, il quale operava in ambito logico e filosofico (pragmatismo), erano i processi cognitivi. Il segno, o representamen, è un “primo” che intrattiene con un “secondo”, il suo oggetto, una relazione che diviene triadica per la mediazione di un interpretante, il quale costituisce più o meno il suo senso. Ogni esperienza passa attraverso questi livelli della Primità, Secondità  e Terzità , con una successione senza fine (semiosi illimitata): perché ogni interpretante è a sua volta un segno, un representamen, con il suo interpretante, etc.

2 Jakobson R., On Linguistic Aspects of Translation, Harvard Univesity Press, 1959, p. 56.