Punti chiave della scrittura di Rabelais

18 febbraio 2016 Francese

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Rabelais (1494-1553), umanista e medico, fa della sua opera una sintesi tra la tradizione carnevalesca medievale e lo spirito razionale del Rinascimento. È altresì un innovatore, poiché il suo grande romanzo in 5 libri presenta una lingua (il francese) arricchita e rinnovata.

1532: Pantagruel, suo primo ed immediato successo, che viene però censurato dalla Sorbona. Pantagruel è un gigante dall’appetito mostruoso che vive secondo i propri istinti e bisogni. Esagera e ridicolizza il consumo del cibo, la produzione di escrementi ed i bisogni del corpo. Rabelais qui si cimenta con realismo e parodia dei generi tradizionali.

1534: Gargantua, padre di Pantagruel. Qui le tematiche sono quelle della guerra e dell’istruzione, ma tutte le scelte sono comunque affidate all’istinto e non all’anima. Questo scritto è pieno di iperboli ed esagerazioni.

A completare l’opera di Rabelais, seguono Tiers livre, Quart livre e Cinquiéme livre.

Nell’opera di Rabelais troviamo dei virtuosismi linguistici:

  • enumerazioni. Come già detto, Rabelais arricchisce la lingua francese, e prova ne sono le infinite liste di cui sono pieni i romanzi. Ad esempio, troviamo 98 nomi di tipi diversi di rettile.
  • giochi di parole.
  • dismisura retorica, ossia l’uso del gigantismo linguistico e degli accrescitivi.

Tipo di discorso rabelasiano: descrizioni, dialoghi, onomatopee, allegorie, realismi, fantasia, invenzioni, ambizione di dire tutto, ridondanze.

Rabelais ritiene che la scrittura debba descrivere la società; ma, in quanto medico, per lui la scrittura è anche scienza, il che ci porta alle sue enumerazioni di tipo scientifico. Possiamo definire la sua opera un enorme recipiente linguistico, dove c’è necessità del comico e genialità.