La natura delle norme sui testamenti speciali

25 febbraio 2016 Giurisprudenza

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I testamenti speciali sono disciplinati dal c.c. agli artt. 609 e seguenti e rappresentano particolari forme di testamenti adottabili dal testatore in ipotesi tassativamente previste dal legislatore e nelle quali il testatore non può avvalersi delle forme ordinarie.
A tal proposito il legislatore ha previsto alcune situazioni in cui il testatore può ricorrere all’utilizzo di testamenti speciali, infatti, come sancito dall’art. 609 c.c., il testatore non può avvalersi delle forme ordinarie di testamento solo nelle ipotesi tassativamente previste dalla legge, escludendo in tal modo la possibilità di servirsi di una forma speciale quando invece sarebbe possibile l’utilizzo di una forma ordinaria, ossia testamento olografo (art. 602, c.c.), testamento per atto di notaio (art. 603, c.c.), o segreto (artt. 604 e 605. c.c.).

Per quanto attiene la natura tassativa delle situazioni previste dalla legge, la giurisprudenza si è espressa in merito affermando che «in materia di successioni mortis causa, l’art. 609 c.c., nel prevedere la possibilità di redigere un testamento in forma speciale solo quando il testatore non possa avvalersi di almeno una delle forme ordinarie, attribuisce alle particolari situazioni dello stesso previste, natura di tassatività».
La caratteristica principale dei testamenti speciali è rappresentata dalla forma semplice rispetto a quella richiesta dal legislatore per le forme ordinarie. Le persone abilitate alla ricezione dei testamenti speciali sono il notaio, il giudice di pace del luogo, un ufficiale, un ministro di culto, un cappellano militare, il comandante di nave, il sindaco o chi ne fa le veci o un ufficiale della Croce Rossa.

I testamenti speciali si caratterizzano anche per la loro particolare durata, infatti, questi hanno un’efficacia limitata nel tempo. Tali tipologie di testamenti perdono la propria efficacia dopo tre mesi dalla cessazione della causa che ha impedito al testatore di avvalersi delle forme ordinarie di testamento.
Nel momento in cui il testatore è intenzionato a far produrre gli effetti della disposizione testamentaria contenuta in un testamento speciale, quest’ultimo, prima che la sua efficacia cessi, avrà l’obbligo di fare un nuovo testamento in forma ordinaria con il medesimo contenuto del precedente.

I testamenti speciali possono essere suddivisi in tre grandi tipologie: il testamento disciplinato dagli artt. 609 e 610 c.c., adottato in un luogo dove domina una malattia valutata come contagiosa, per infortunio o pubblica calamità; il testamento ricevuto a bordo di una nave o di un aeromobile e disciplinato dagli artt. 609-616 c.c. e il testamento di militari e assimilati che si trovino in zone di guerra, che siano prigionieri del nemico o in altre particolari ipotesi e la cui disciplina è contenuta negli artt. 614 e 618 c.c..
Per queste forme di testamenti speciali si applica l’art. 619 c.c. che sancisce la nullità dei testamenti speciali qualora manchino alcuni requisiti di forma e cioè qualora il testamento sia privo della sottoscrizione del testatore, della redazione in iscritto della dichiarazione del testatore o della sottoscrizione del soggetto autorizzato a ricevere il testamento speciale.
Tuttavia, nel caso in cui il testatore sia stato impossibilitato a sottoscrivere il testamento, all’interno della scheda testamentaria deve essere indicata la causa dell’impedimento secondo gli artt., comma 2, c.c., 612, comma 1, c.c. e 617, comma 1, c.c. A questo proposito la giurisprudenza si è pronunciata affermando che «nel testamento speciale di cui all’art. 609 c.c. non necessita l’espressa dichiarazione del testatore di non poter sottoscrivere, basta che comunque, anche indirettamente ne risulti il motivo – artt. 609, 619 c.c.».
Infine, ai sensi dell’art. 619 c.c. si stabilisce che ogni altro difetto di forma comporta l’annullabilità del testamento e, ai sensi dell’art. 606 c.c., su istanza di chiunque ne abbia interesse.

È pensiero comune che le tipologie di testamenti regolati dagli articoli 609 e seguenti c.c., in realtà siano dei testamenti pubblici regolati da forme più semplici e, tenendo conto di questo dato, sono stati ricavati alcuni corollari, infatti, secondo la dottrina, «il testamento speciale farebbe piena prova, sino a querela del falso, della provenienza del documento pubblico ufficiale che lo ha costituito, delle dichiarazioni del testatore e di ogni altro fatto che il pubblico ufficiale abbia certificato in sua presenza. Inoltre, nell’ipotesi di lacune nella disciplina del testamento speciale, occorrerebbe applicare la disciplina del testamento per atto pubblico prevista dal c.c. e nella legge notarile».3
Possiamo aggiungere che il testamento speciale non potrebbe essere redatto in forma segreta e, dunque, neanche in forma orale.

Per quanto riguarda infine le eccezioni dei testamenti speciali possiamo aggiungere che, nel caso previsto dall’art. 619 c.c., il testamento speciale conserva la sua efficacia qualora il testatore muoia nell’intervallo di tre mesi.
Il venir meno dell’efficacia del testamento «una volta scaduto detto termine rimanendo in vita il testatore, peraltro, è dubbio possa verificarsi in ogni caso: ad esempio nell’ipotesi che il testamento contenga un atto di riconoscimento di un figlio naturale, dal momento che il riconoscimento ha effetto dal giorno della morte del testatore, anche se il testamento è stato revocato come formulato dall’art. 256 c.c.».
Questa opinione è avvalorata anche dalla particolare circostanza che l’atto di riconoscimento può essere redatto in qualsiasi forma, espressione che può essere interpretata nel senso che sia sufficiente che il riconoscimento sia stato effettuato all’interno di un testamento che in quel momento risultava valido in relazione alle forme di legge, ordinarie o speciali.