La lingua dei trovatori

18 febbraio 2016 Filologia romanza

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La lingua dei trovatori è impropriamente chiamata provenzale; i trovatori parlavano di lenga romana, cioè di lingua romanza, e solo nel XIII secolo si diffusero, rispettivamente a ovest dei Pirenei e a est delle Alpi, i termini limosino e provenzale.

Il termine provenzale si è imposto negli studi limitatamente al Medioevo, occitano invece si usa per l’epoca moderna. È nei domini del conte di Poitiers che appare alla luce la poesia dei trovatori, preceduta nel vicino limosino dai più antichi monumenti letterari in lingua d’oc.

Il provenzale dei trovatori è una coinè in cui convivono fenomeni, soprattutto fonetici, di diversa provenienza.
Si pronunciano come in italiano, e non come in francese, tutti i dittonghi e i trittonghi.
QU e Q > /k/.
Nessuna consonante va pronunciata doppia.
Per l’accento ci si regola in genere sull’italiano.

Il trobar (trovare, inventare), da cui trobador, si compone di testo (motz) e melodia (so), che insieme formano il componimento (obra).
Il giullare è un cantante e un musicista che suona uno strumento musicale, di solito un’antica viola o un’arpa.