Il classicismo di Racine

4 marzo 2016 Francese

appunti

 

Racine è considerato il massimo esponente della dottrina classicista in teatro. L’unica sua preoccupazione, infatti, era quella di rispettare le regole e di piacere al pubblico. Le sue tragedie vengono definite lineari, perché la materia è ridotta all’essenziale, l’azione drammatica è concentrata su un unico problema e il numero dei personaggi è strettamente limitato. All’interno delle sue tragedie ritroviamo sempre una rappresentazione dello scatenarsi delle crisi passionali. I drammi dimorano all’interno dell’animo dei protagonisti. L’azione è incentrata sul continuo crescere dei sentimenti, fino allo scioglimento, uno scioglimento che spesso finisce male, ma non necessariamente con la morte.

L’amore, per Racine, è la passione tragica per eccellenza: né la ragione né la volontà si schierano contro l’amore. L’amore ostacolato, infatti, provoca un conflitto nell’animo dei personaggi con un continuo alternarsi di amore e odio per l’oggetto della passione. Un conflitto definito fatale: l’odio innesca l’uccisione dell’amato, l’amore, il suicidio dell’amante.

I drammi di Racine non sono solo drammi esistenziali: in essi riscopriamo anche trame delle illusioni a fatti o personaggi del tempo, come ad esempio nella vicenda della Berenice, nella quale alcuni hanno voluto alludere ad una passione giovanile di Luigi XIV nei confronti della nipote del Cardinale Mazzarino, Maria Mancini, alla quale il re dovette rinunciare per un matrimonio d’alleanza con l’Infanta di Spagna.

Un’altra caratteristica riscontrabile in Racine è il suo pessimismo, il quale deriva molto probabilmente dalla sua formazione giansenista a Port-Royal: egli si era apparentemente allontanato da quella dottrina, ma si era portato dietro quel dubbio sostanziale sulla radice dell’animo umano, di dolore, di peccato e di umore sempre nero. Racine non aveva molta fiducia nella natura umana, ma era convinto dell’inevitabile miseria dell’uomo, debole vittima delle passioni e del peccato, destinato inevitabilmente a perdersi se non gli fosse venuta in soccorso la grazia di Dio.

In Racine agisce anche un grande poeta lirico: i suoi versi sono ricchi di musicalità, sono un vero e proprio esempio di poesia pura. Ma sotto questa purezza, il virtuosismo del verso alessandrino, troviamo qualche tema insolito: la rivolta dei figli, l’uccisione del padre, l’incesto e la rivalità tra fratelli. Racine è il poeta della passione, della debolezza umana e anche dei rapporti di sangue, di autorità e di desiderio,ricoprendo le sue opere di una carica erotica ambigua e fuori dal normale1.

1 Europa-Antenati, la Storia della Letteratura Europea online, Il classicismo di Racine, Antenati, 1995-6;

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