Il cyberspazio e le comunità virtuali

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Il consumo sta diventando un importante generatore di socialità, di relazioni fra gli individui. Nel senso che il consumo, sotto forma di luoghi, prodotti, marche, diviene un potente strumento di aggregazione. Sia in termini di vicinanza fisica – ad esempio un centro commerciale – che prevalentemente simbolica – il club/i fan di una marca – ma anche virtuale.

È assente, nelle nuove comunità del consumo, la prossimità fisica ma è presente il senso di appartenenza, il condividere interessi considerati rilevanti, la possibilità continua di relazione tra i membri. Sono comunità virtuali, quelle del consumo, che si formano spontaneamente fra gli utenti di un prodotto/marca. Oppure vengono indotte da un’azienda che le promuove e le ospita sul proprio sito.

Le comunità virtuali del consumo nascono perché un gruppo di consumatori/utenti – particolarmente interessati a un prodotto/servizio – sente l’esigenza di confrontarsi per soddisfare al meglio il bisogno che si riconosce in quell’area del consumo. Sotto forma di maggiori conoscenze, scambio di esperienze, richiesta di informazioni, suggerimenti reciproci, organizzazione di eventi (in questi casi la comunità virtuale può assumere anche una consistenza fisica). In molti casi queste comunità online del consumo finiscono per svolgere anche un importante ruolo di stimolo per chi produce fornendo – spontaneamente od opportunamente stimolata – indicazioni progettuali (implementazioni prodotti esistenti, nuovi prodotti, ecc.) che consentano una produzione industriale su misura ed un adattamento costante alle esigenze della domanda.