Calligrafia: raccolta di alfabeti

7 marzo 2016 Calligrafia e Font

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ONCIALE L’onciale è una grafia a lettere capitali (maiuscole) che si sviluppò nel IV secolo d.C. e continuò ad essere molto utilizzata fino all’VIII secolo. Le forme delle lettere, basate sulla “O”, sono tonde, larghe e dritte. È ispirata all’arte tradizionale celtica (irlandese, gallese e scozzese).

FOUNDATIONAL Questa grafia dritta e tondeggiante, si è sviluppata da una grafia carolingia inglese del X secolo; i caratteri ben leggibili la rendono adatta ai certificati, alle comunicazioni e ad altre applicazioni formali.

ROMANA CAPITALE È una versione di inizio ‘900 di una grafia di 2000 anni fa che ha ispirato molti altri caratteri, senza perdere in freschezza e popolarità. Si basa su forme geometriche: il quadrato e il cerchio.

CAROLINGIA Questa grafia si è sviluppata nel IX secolo d.C. durante il regno di Carlo Magno ed era utilizzata come scrittura libraria. Elegante e facile da leggere, ha gli archi accentuati e, quando scritta a velocità moderata, le lettere hanno un’inclinazione in avanti di circa 5º. La maggior parte delle lettere si basa sulla forma di una “O” leggermente allargata.

CORSIVA (ITALICA) La scrittura corsiva, detta impropriamente “Italica”, è quella più utilizzata per conferire maggiore enfasi al contenuto, specie nelle sue forme ornate. Una delle sue caratteristiche principali è la necessità di continuare a tenere la penna sulla carta ed avanzare verso l’alto, invece di staccarla per creare una serie di tratti verso il basso, come accade in molte grafie. Ed è proprio questa caratteristica a dare fluidità e ritmo a questa scrittura.

GOTICA La caratteristica principale di questa grafia è l’aspetto modulare, formato essenzialmente da rombi diagonali e aste verticali con una spaziatura minima. Sono lettere strette dal forte impatto, utilizzate spesso per dare un aspetto antico allo scritto, perché venivano utilizzate nel Medioevo. In tempi recenti è tornata in auge per la crescente richiesta di composizioni con un alto grado di nerezza che conferisce espressività.

LONGOBARDA CAPITALE Le capitali longobarde sono composte da più tratti. In uso fin dalla metà dell’XI secolo, questa grafia si basa su una combinazione di capitali imperiali ed onciali. I caratteri di questa grafia sono utilizzati soltanto in lettere singole, non per comporre intere parole. Sono adatti per titolazioni, capilettera e scopi decorativi. Si accompagnano bene al gotico e ad altre grafie dense e molto inchiostrate.

COPPERPLATE Nel corso del XVII e XVIII secolo si sviluppò in Inghilterra una grafia tonda e fluida subito adottata da commercianti e scrittori, perché veloce da scrivere e comoda da leggere. Successivamente, questa grafia fu adattata per la stampa mediante il trasferimento, ad opera di un incisore, su lastre di rame. Un tempo utilizzata per i documenti legali, questa scrittura è oggi quella preferita per le partecipazioni di matrimonio ed altre applicazioni formali che richiedono particolare eleganza.

Fonte: Alfabeti calligrafici per principianti – Mary Noble, Janet Mehigan