A Zacinto: parafrasi

17 febbraio 2016 Letteratura italiana

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A Zacinto, Ugo Foscolo.

non toccherò mai più le tue sacre sponde
dove vissi la fanciullezza,
Zacinto mia, che ti specchi nelle onde
del mare greco (Jonio) da cui nacque

la dea Venere, che rese a quelle isole feconde
col suo primo sorriso, e per questo raccontò

le tue limpide nubi e la tua natura
il glorioso verso di Omero che del destino

fatale scrisse, ed il pellegrinaggio
reso bello dalla fama e dalla sfortuna
che permise ad Ulisse di tornare ad Itaca.

ti resterà solo il canto del figlio
oh mia terra materna, volle per noi
il fato un sepolcro abbandonato dove nessuno andrà a piangere.